Ho ceduto, accettando di farmi coinvolgere dallaVale,
ma solo perché non si può dir di no
a una che scrive le cose che scrive lei.
(se vuoi, leggi anche le sue risposte)
Zu, gennaio 2007
1)
Per due volte in vita mia pensai al suicidio: in entrambi i casi, per diversi lunghi minuti lottai contro l'impulso rabbioso-dimostrativo di buttarmi giù dal balcone: una da ragazzino, quando i miei genitori mi proibirono di andare a un concerto infrasettimanale (suonavano Jack Bruce e John McLaughlin, ma il mattino dopo mi attendeva l'obbligo scolastico); l'altra da giovane, in conseguenza immediata di una delusione amorosa (lei mi lasciò mentre mi trovavo ospite proprio a casa sua perché era entrata in crisi dal momento in cui una soffiata aveva informato il suo fidanzato ufficiale della mia esistenza).
Per fortuna anche in quelle occasioni il mio istinto vitale fu più forte della rabbia impotente e della delusione sconfortante perché, inutile dirlo, non ne sarebbe valsa la pena. In realtà, non vale mai la pena suicidarsi: primo perché è un segno d'impazienza, secondo perché la vita riserva sempre belle sorprese e il futuro è più ameno di quanto si immagini ("più ameno" sarebbe un bello slogan per una catena di supermercati della felicità, che dici?).
2)
Col sesso ho iniziato tardi: nonostante gli innamoramenti fin dall'infanzia, le simpatie da bimbo intimidito e le varie fidanzatine dell'adolescenza, il primo rapporto completo ebbe luogo solo dopo la maggiore età. Lei non sapeva di essere la mia prima esperienza, anzi mi credeva navigato e anche dopo rimase nell'identica convinzione (si vede che la mia passione per l'argomento superava la probabile maldestria oppure che lei era davvero molto innamorata come diceva).
Non bisognerebbe mai lasciarsi ossessionare dall'impazienza, mai agire come se la realtà fosse fatta di gelato, tanto buona da ingolosirci ma altrettanto pronta a sciogliersi in appiccicosa impermanenza. Da grande, prima o poi, lo capirò.
3)
Da piccolo e fino alle elementari, ogni notte mia nonna mi svegliava porgendomi il vasino per farmela fare lì e non a letto come altrimenti capitava.
Ho sempre avuto il sonno pesante e la capacità di riaddormentarmi all'istante. Quindi, se il mio russare un giorno dovesse infastidirti, dimmelo subito senza timore di rappresaglie.
4)
Una volta sono stato corteggiato da un uomo: non ci fu insistenza né spiacevolezza e la cosa rimase lì come sospesa, con una sua poeticità non consumata.
Magari nella prossima vita: in questa sono irresistibilmente attratto dal genere femminile, per la sua bellezza e quel mistero capace di completarmi.
5)
Mi sono sempre piccato di avere buona memoria, ma un giorno, entrando in uno scompartimento ferroviario insieme a una conoscente, fui salutato da una ragazza seduta di fronte a noi e fu il buio totale. Sapevo di averla già vista, ma non ero assolutamente in grado di dire dove e quando. Cominciammo comunque a chiacchierare e alcune sue allusioni ad amici comuni mi fecero ricordare di colpo che a una festa di capodanno avevamo anche limonato; a quel punto, però, qualsiasi cosa avessi detto sarebbe stato imbarazzante e così mi tenni in faccia un sorriso molto idiota e molto muto.
Episodi sconvenienti ce ne sarebbero altri, ma cinque cose le ho raccontate e ti saluto così.
